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Una vita da precaria!

Dicono che i miracoli non esistono...chi lo dice si sbaglia di grosso: è un miracolo riuscire a mantenere un minimo di equilibrio mentale in un sistema che ti tiene continuamente sulla corda, sull'attenti a completa disposizione degli umori altrui. 
Mi convocano per supplenze senza indicarti la durata e gli orari, senza indicarti i giorni, i turni, le classi a cui insegnerai, se devo andare al mattino o al pomeriggio e  pretendendo risposte immediate e repentine e guai a far notare che i dati essenziali per poter decidere mancano...devi solo ringraziare perché "per fortuna" qualche collega si è ammalato e devi cogliere la palla al balzo altrimenti finisci in coda in graduatoria...così non puoi progettare una visita medica per tuo figlio, non puoi organizzarti per accompagnare l'altro tuo figlio all'asilo, e mica è colpa di nessuno se hai una famiglia da organizzare e non puoi contare sull'aiuto di nessuno!? 
E cominci a pensare che tutti quei discorsi fatti all'inizio della tua esperienza lavorativa in altri ambiti che esulavano dalla scuola siano stati solo sogni di gloria, illusioni, che il non voler accettare raccomandazioni di nessun tipo, di voler sperimentare sulle proprie gambe sia stata solo una grande immensa imprudenza o un atto di orgoglio di una fase della giovinezza in cui ho creduto davvero che bastasse impegno, volontà e studio per poter costruire qualcosa cucita su misura sulla propria vocazione lavorativa.E ti ritrovi a dover ricominciare ogni giorno con tanto meno entusiasmo e tanta stanchezza in più...in otto anni di insegnamento ti reputano capace di insegnare anche sul sostegno perché servi come tappabuchi ma poi non puoi fare corsi abilitanti perché non hai altre precedenti abilitazioni...in questa follia che rimanga un briciolo di buon senso e lucidità è davvero un fatto eroico, ed io a volte credo di essere davvero sull'orlo di una crisi di nervi...resistere per combattere e per sopravvivere...ma se a volte arrivasse qualcosa di più facile, lo dico a chiare lettere, giuro, non mi offenderei! 

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